LETTERE - Libro II - 94

Cristòbal de Castillejo, spagnolo,  nasce nel 1480. Compagno di giochi di Ferdinando I d'Asburgo, ne diventa il segretario nel 1525  Monaco cistercense e poeta, scrive poesie liriche e satiriche. Muore nel 1550.

 

Al signor Castilegio

Sapendo voi che il giovare ad altri è arte de l’uomo gentile, avete come persona nobile posto il fine de la dilettazione in rilevare altrui. Onde io, che vi veggo alzare al cielo mentre sostenete il cadere de le virtù, indirizzo a la signoria vostra il messo mio a ciò porga il libro santo a la sua maestà sacra. E perché chi fa opere giuste è giusto, come anco chi le fa caste è casto, son certo che la bontà di quella usarà col bisogno mio la carità del favor suo; e tanto più me ne assicuro, quanto meno solete fingere gli atti de la gintilezza. Molti sono quegli che aiutano i virtuosi con le parole, ma pochi gli soccorrono con gli effetti: perciò coloro che paiono cortesi solo per ascoltare le magnificenzie de la corte simigliano quegli infermi i quali attandem diligentissimamente a quello che dicano i medici, e poi niente osservano di ciò che se gli ordina, talchè i corpi loro si dilungano da la sanità più che non si discosta da la laude il nome di colui che favorisce i miei pari con la dimostrazione. Ora io non dirò altro de la promessa che già mi fece il gran fratello di Cesare, perché la sua altezza non pure è larga per volontà e per natura, ma con la mano de la natura e de la volontà ha composto una seconda liberalitade, la quale non manca dei doni, se bene per cagione degli interessi di Cristo gli prolunga. 

Di Vinezia, il 5 di marzo 1539.

Pietro Aretino

 

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